La Sede


Ex Istituto Carlo Giavanti a NOTO - Sede CUMO

La sede del C.U.M.O.

Sede attuale del CUMO è l’ex convento francescano di Santa Maria di Gesù, oggi conosciuto come “Palazzo della Cultura Carlo Giavanti”.

Il convento, fondato a Noto Antica dai Minori Osservanti intorno all’anno 1440, fu distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito nella nuova città sorta sul colle Meti, in posizione isolata, al margine occidentale dell’abitato. Per motivi non ancora chiariti venne soppresso sul finire del Settecento e con Regio Decreto dell’8 luglio 1800 venne istituito nei suoi locali l’Albergo dei Poveri, finanziato con le rendite del convento.

Nuova destinazione i vasti locali ebbero nel 1872, quando vi si trasferì la Casa del Refugio per fanciulle orfane e povere, fondata con atto 20 marzo 1606 dal barone Carlo Giavanti, poi eretta in Ente morale nel 1878. Per oltre un secolo la Casa del Refugio assolse la sua benemerita funzione sociale, ma le difficoltà finanziarie e il mutare dei tempi la avviarono verso una progressiva decadenza, fino all’estinzione, disposta con Decreto del Presidente della Regione Siciliana n° 47 del 17 febbraio 2004, e alla consequenziale devoluzione del patrimonio al Comune di Noto.

Dopo il completo restauro, ultimato nel 2009, il Comune ha destinato gli ampi e prestigiosi locali a sede del Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale (CUMO).

La chiesa di Santa Maria di Gesù

Annessa all’ex convento vi è la chiesa di Santa Maria di Gesù (popolarmente Gésu), progettata da Vincenzo Sinatra intorno agli anni ‘40 del Settecento. La sua posizione molto elevata rispetto al piano stradale, con cui è raccordata da una doppia scalinata a trapezio con ringhiera, le conferisce un notevole risalto scenografico. L’interno, a navata unica, è piccolo ma molto gradevole, impreziosito dalla cinquecentesca statua marmorea della Madonna col Bambino, dei fratelli De Battista (proveniente da Noto Antica) e dalla pala pittorica della Madonna con i genitori S. Anna e S. Gioacchino, attribuita a Costantino Carasi (1770).

Sul piccolo campanile della chiesa si trova una campana in bronzo del 1466, realizzata dai fratelli Antonio e Gaspare Arena, noti fonditori di campane tortoriciani. L’iscrizione sulla corona della campana così recita: Mastru Antoni di Turturicii cum meu frati Gaspanu me fecit – MCCCCLXVI. Alla luce delle conoscenze attuali risulta essere la più antica campana della Sicilia. Probabilmente fu commissionata durante i lavori di costruzione della chiesa di Santa Maria di Gesù extra moenia a Noto Antica, iniziati intorno al 1456; ciò spiegherebbe la sua presenza nella chiesa omonima, riedificata nella nuova Noto dopo l’abbandono della città vecchia, distrutta dal terremoto del 1693.

Carlo Giavanti

La sede del CUMO è intitolata a Carlo Giavanti, uno dei più illustri e benemeriti personaggi di Noto Antica.

Figlio di Mariano e di Margherita Ingo, cittadini ragusani, Carlo trascorse la giovinezza a Ragusa, ma nel 1563, all’età di 25 anni, risultava già cittadino di Noto.

Fu barone del feudo Buscello (che il padre aveva acquistato nel 1550) e sposò la nobile Caterina Landolina, dalla quale non ebbe figli. Ebbe però una figlia concepita fuori dal matrimonio, di nome Sigismonda, alla quale fu sempre molto legato.

Nel corso della sua vita ricoprì cariche pubbliche importanti e, attraverso l’attività imprenditoriale, accumulò ingenti ricchezze.

Negli ultimi anni della sua esistenza, dopo essere rimasto vedovo, fondò a Noto un Collegio per fanciulle orfane e povere, denominato Casa del Refugio, e sovvenzionò il Monte di Pietà.

Lasciò testamento il 29 agosto 1606 disponendo che, con le rendite dei suoi beni, si fondasse a Noto il Collegio dei Gesuiti e una Collegiata di reverendi canonici nella Chiesa Madre.

Morì l’11 ottobre 1606 e la mattina del 12 fu sepolto, come egli desiderava, nella chiesa di San Nicolò, dentro la cappella del Beato Corrado. Per le numerose opere pie da lui finanziate, Carlo Giavanti è stato definito “il più grande filantropo netino di tutti i tempi”.

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